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1995

Questa storia mi venne proposta da Sergio Bonelli e Mauro Marcheselli in un periodo in cui già stavo lavorando ai “Custodi del Maser” per Granata Press, la casa editrice di Luigi Bernardi che già dai primi anni ’80, aveva avuto il merito di portare in edicola opere memorabili, ma che purtroppo, stava per chiudere. Accettai quindi volentieri l’invito di Bonelli, che non solo mi lusingava ma mi avrebbe permesso di pagare l’affitto, e mi dimenticai dei Maser.

Lavorai su Dylan come un tarlo su una cassettiera, facendo lucidi, prove di inchiostrazione e studi impensabili, fino a quando le prime pagine vennero approvate.

A settembre Granata Press chiuse definitivamente ma trovammo un’editore disposto a rilevare i “Custodi del Maser”; Fershid Bharucha, lo stesso con cui avevamo fatto Margot, che aveva lasciato Glenat e aveva aperto la propria casa editrice in Francia: Editions USA. Avrebbe potuto pagarmi ma dovevo mettermi subito al lavoro. Dovevo scegliere: Dylan o i Maser…

Quel che scelsi ormai lo so, e ne son lieto, non per Dylan o per Bonelli, che si dimostrarono anzi, molto più eleganti e comprensivi di quanto probabilmente sarei stato io stesso nei loro panni, ma per me. Perchè c’è chi nasce incudine e chi nasce martello e prima lo si capisce, meglio è.

I disegni vennero poi affidati al bravissimo Maurizio Di Vincenzo e la storia uscì anni dopo con la mia faccia in copertina nelle vesti del cattivo, ma la storia è sempre più grande di quel che si crede…

A me restano queste tenerissime 17 pagine, in ricordo di un ragazzo che avrebbe potuto essere sia incudine che martello.